Mentre attendo in confessionale che qualcuno venga a confessarsi per Pasqua mi interrogo su quanto sia assente la prossimità in quelle che noi chiamiamo comunità cristiane.

Assenza di prossimità che si tasta con mano nel momento in cui ci si accorge di non conoscere i nomi delle persone che si incontrano, e talvolta salutano, in chiesa.

Assenza di prossimità che si sperimenta quando i parrocchiani non sanno nemmeno i nomi dei loro sacerdoti, o non conoscono la vita della loro parrocchia.

Assenza di prossimità che viene sbrigativamente risolta con locandine, avvisi, bollettini, lettere, e ogni altro fantasioso strumento. Modalità che non generano in se stesse prossimità ma che si limitano a tamponare una carenza informativa senza creare comunicazione e comunità.

Comunità richiama comunione, comunione include comunicazione, comunicazione è in definitiva farsi prossimo all’altro.

Molta strada ancora corre tra il nome e la realtà delle nostre “comunità” cristiane.

Categories: Pensieri

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